Le ragioni del Clima per il Lavoro Garantito

Traduzione dell’articolo di Kim Stanley Robinson per bloomberg.com

Facciamo finta che sia un futuro non troppo lontano, e tu sei un lavoratore rimasto senza lavoro nell’industria del petrolio in declino. Hai un’istruzione di alto livello, e sei stato ben pagato, ma com’è evidente bruciare altro petrolio distruggerebbe la Terra e la civiltà, il prodotto sale di prezzo a seguito di ciò, e in poco tempo la tua fabbrica cessa di esistere. Bene per il pianeta, ma tu sei senza lavoro! Che fare?

Vai al centro per l’impiego locale, che ti dice che il Ministero dell’Energia sta sponsorizzando aziende miste “pubblico-privato” per costruire fabbriche per la “cattura diretta dell’aria” (processo di rimozione della CO2 dall’aria per convertirla in ossigeno). Ora invece di estrarre dal suolo una fonte di anidride carbonica, tu puoi risucchiare la CO2 dall’atmosfera e re-immetterla nel sottosuolo. Tu sai già come lavorare con pompe e tubature dal tuo vecchio lavoro, e nonostante la rimozione di CO2 sia una nuova tipologia d’industria, sta crescendo velocemente. E tu hai un diritto reale al lavoro, come stabilito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (ma anche dalla Costituzione italiana) – e, anche secondo la legge. Un buon lavoro è un buon lavoro.

Vai al lavoro e subito dopo ti sposti in una società che tratta CO2 catturata per trasformarla in materiali da costruzione che possano rimpiazzare cemento e acciaio. Finisci a guadagnarti bene da vivere facendo un lavoro che è necessario per salvare il pianeta dalla catastrofe del surriscaldamento. Tutto perfetto! La tua esperienza è simile a quella di milioni di altre persone, tutti impiegati in diversi nuovi lavori in diverse nuove situazioni – alcuni venendo da lavori persi durante la depressione post Covid-19 e i suoi riaggiustamenti, altri a causa dell’avanzamento tecnologico, altri a causa dell’emergenza climatica – tutti insieme contribuendo ad un’enorme scossa e riorganizzazione del mondo del lavoro. Ma in un pianeta che si sta riscaldando ed è intasato di anidride carbonica c’è sempre molto più lavoro da fare delle persone a disposizione per farlo. E per questa ragione, in questo futuro possibile, con un piano di lavoro garantito dallo Stato, tu e altre milioni di persone state avendo accesso a nuovi lavori che stanno spuntando ovunque. Il coordinamento e a volte la paga sono gestiti dal governo, mentre le richieste per il lavoro specifico provengono da qualsiasi progetto locale che ha bisogno di forza lavoro.

Lo scenario presentato poc’anzi ci è imposto dai segnali che ci arrivano da ogni dove, non ultimo dei quali sono i numeri del numero settimanale dei disoccupati negli Stati Uniti (ma in Italia non andiamo tanto meglio) che stanno raggiungendo le sette cifre. C’è un candidato Presidente di uno dei grandi partiti che sta invocando una società pubblica che crei 100.000 posti di lavoro nella sanità. E vi è anche una ragione economica per la visione di piena occupazione espressa dalla Teoria Monetaria Moderna (Modern Money TheoryMMT). Questa teoria economica è di solito intesa come un nuovo tipo di keynesismo che potrebbe rimpiazzare le politiche di austerità dell’era neoliberale. Chiede di creare nuova moneta per pagare per il lavoro che serve e afferma che il debito pubblico può sempre essere gestito successivamente dal governo, in modo tale che creare questa nuova moneta per buoni propositi non debba considerarsi sbagliato o pericoloso. Alcuni economisti ortodossi hanno attaccato quella che vedono come una sopravvalutazione del ruolo della moneta, e i critici talvolta chiamano la teoria “l’albero magico dei soldi”. Inflazione o deflazione potrebbero risultare dall’operazione. Le opinioni critiche in questo divergono, ma tutte concordano che la destabilizzazione sarebbe disastrosa.

E’ stato fatto notare che gli Americani non hanno mai fermato la spesa in deficit sin dalla Seconda Guerra Mondiale, eppure non hanno ancora mai sperimentato le suddette catastrofi. Neppure il quantitative easing del 2008-2015 ha provocato catastrofi. “Non ancora!” avvertono gli avvocati dell’austerità. E siccome l’austerità cerca di “affamare la bestia”, ha sempre ragione per coloro che odiano lo Stato per principio. Una finzione di cautela fiscale appare sempre come virtuosa.

Ma ora, nel 2020 dato il quantitative easing istantaneo e globale dovuto alla pandemia del coronavirus, siamo veramente alla caduta della teoria economica. Lo sceneggiatore William Goldman was right: Nessuno sa niente, compreso quel che accadrà prossimamente al denaro.

I teorici dietro alla MMT vogliono rimpiazzare l’attuale certezza di milioni di persone senza lavoro in una certezza molto diversa. I governi possono creare la piena occupazione legiferando un piano per il lavoro garantito, diventando “il datore di lavoro di ultima istanza”, assumendo ogni persona che arriva chiedendo un lavoro. Questo è l’argomento creato dalla professoressa di economia Pavlina Tcherneva e dal trio di autori di Macroechonomics, il manuale della disciplina. In quel tomo di 604 pagine, la frase appare sempre con le prime lettere in maiuscolo: “Lavoro Garantito”.

Significherebbe per i governi fissare un salario minimo più alto come mai in passato, e se quel salario minimo fosse un salario che permettesse di vivere, le imprese private dovrebbero almeno pareggiarlo per attrarre lavoratori. E poi, improvvisamente, tutti sarebbero sia assunti che in grado di vivere decentemente. Le imprese private avrebbero quindi più consumatori benestanti, e tutto andrebbe per il meglio in un circolo virtuoso. Dato lo stress immenso che il cambiamento climatico di sicuro porterà, trovare lavoro utile alle persone non sarà di sicuro un problema. Ci sarà tantissimo da fare. Ricordiamo che il 5% di disoccupazione è spesso definito come il livello “naturale”, e che il mercato diventa nervoso quando il tasso di disoccupazione scende sotto quel livello. Una disoccupazione al 5% si dice che crei “una pressione sui salari”, cosa che di sicuro accade (in Italia abbiamo l’11% !!!!!), perché milioni di persone stanno vivendo nella paura e accetteranno qualsiasi lavoro che potranno ottenere, anche quelli che non pagano abbastanza per vivere in sicurezza. Il termine “pressione sui salari” è un’altra indicazione di come i mercati esercitino potere per mantenere il potere. In questo contesto, il Lavoro Garantito eliminerebbe la pressione sui salari (cioè paura e miseria), e una popolazione meno spaventata e più produttiva che ne risulterebbe potrebbe prosperare in una sensazione di sicurezza.

Ma c’è abbastanza lavoro per tutti? Sì, c’è. L’automatizzazione è un falso problema qui. La maggior parte dei lavori richiedono una flessibilità e una creatività che solo gli esseri umani possono apportare. E anche se alcuni dei lavori offerti dal governo fossero lavori manuali, come la Work Progress Administration quando costruiva sentieri per le camminate e uffici postali negli anni ’30, quale sarebbe il problema? Quei sentieri e uffici sono ancora utili e belli, e le persone furono pagate per fare cose buone quando altrimenti sarebbero state senza far nulla. Alcune degli argomenti in favore del mercato del lavoro non garantito che abbiamo oggi ruotano attorno alla parola “efficienza”. Ma l’efficienza non è una costante fisica; è una misura per indicare quanto bene l’obiettivo indicato si sta raggiungendo. Mai compiere l’errore di pensare che “efficiente” sia sinonimo di “buono”. Tutta una serie di cose nocive possono essere raggiunte con efficienza. L’efficienza significa solo il massimo risultato con il minor spreco, quindi se è buona o meno dipende solo dall’obiettivo desiderato. Se l’obiettivo è un popolo che vive in armonia e prosperità con la biosfera in salute, allora il Lavoro Garantito, focalizzato ad una rapida decarbonizzazione, al ripristino degli habitat naturali, all’agricoltura rigenerativa, e simili lavori necessari, potrebbe essere la via più efficiente. Coloro i quali dubitassero di ciò, si dovrebbero chiedere prima, stanno dubitando l’efficienza del metodo o la priorità dell’obiettivo stesso? E se pensano che l’obiettivo debba essere diverso da un popolo prosperoso che vive in armonia con una biosfera in salute, allora devono argomentarlo – o ripensarci. Se invece pensano che vi siano metodi migliori per raggiungere l’obiettivo, metodi più efficienti, allora devono proporli. Almeno la MMT ci sta provando.

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