A LEZIONE DI ECONOMIA DAL PROFESOR (attenzione spoiler!)

Uno degli aspetti più interessanti ma anche più sottovalutati della serie di successo “La casa de papel”, sono gli elementi di macro-economia introdotti dal “Profesor” e che in maniera particolare fondano il successo della seconda rapina alla riserva nazionale dell’oro di Spagna. Sono stati evidentemente ben studiati perché, oltre a corrispondere al vero, dimostrano chiaramente le disfunzionalità dell’eurozona, ormai chiare persino ai creatori di una serie pensata per un pubblico generalista.


Ragionando sulle conseguenze nel caso in cui l’opinione pubblica venisse a sapere della sparizione di tutta la riserva nazionale di oro, il direttore della Banca Centrale dice al colonnello Tamajo che l’oro rappresenta l’ultima garanzia di solvibilità per la Spagna e venendo meno innescherebbe una spirale speculativa da parte dei fondi che investono sul mercato dei titoli di Stato (i cosiddetti “mercati”) portando lo spread ad 800. Ciò impedirebbe alla Spagna di finanziarsi a tassi favorevoli e condurrebbe alla bancarotta del paese.

E’ esattamente la scommessa che fa il Profesor, conoscendo l’economia neo-classica oggi dominante.

Difatti, dice, cosa realmente pagherebbe mai la Spagna con quell’oro? Nulla. Non viviamo più da decenni ai tempi del Gold Standard, quando la solvibilità del paese era legata alle (e garantita dalle) riserve auree dello stesso. Quindi ciò che rimane è null’altro che un puro meccanismo psicologico. Per questo Denver si arrabbia. Il Profesor sta fondando il successo della rapina del secolo su una scommessa, ovvero che prevalga l’irrazionalità dei mercati rispetto ai reali ed attuali fondamentali economici. Ma soprattutto lo sta fondando sulla disfunzionalità dell’eurozona. Vediamo perché.


Il colonnello Tamajo, in un confronto diretto con il Profesor, quasi scopre il bluff. Difatti, dice al Profesor, la vostra strategia non funzionerà perché noi siamo garantiti dalla Banca Centrale Europea, che continuerà ad acquistare i nostri titoli di Stato a qualsiasi costo (dato che le Banche Centrali che emettono valuta non possono mai finire i soldi) ed in tal modo per la Spagna non si porrà mai un problema di insolvenza. Questo manderebbe letteralmente all’aria l’intera rapina! Se la Spagna non fosse mai entrata nell’euro il Profesor e la sua banda sarebbero finiti in manette in qualche carcere di massima sicurezza spagnolo, anziché in elicottero verso qualche paradiso tropicale!


Quel che Tamajo nella sua ingenuità non aveva messo in conto, difatti, è che la BCE non funziona come tutte le altre banche centrali nazionali di tutti gli Stati sovrani del mondo. Il programma di acquisto illimitato dei titoli di Stato della BCE è un programma limitato (il famoso QE) e può essere ritirato in ogni momento, oppure può essere precluso ad alcuni degli Stati membri (come successo alla Grecia). Ecco che, nella serie, la BCE comunica alla Spagna che non garantirà il suo debito pubblico e che la lascerà fallire. La serie quindi prende il finale che conosciamo.


Insomma, Tamajo ha inteso correttamente come funziona normalmente l’economia di uno Stato sovrano. Peccato che questo status non si applichi alla Spagna e agli altri Stati dell’eurozona! Noi non abbiamo una Banca Centrale che emette valuta e che garantisce sempre e comunque le obbligazioni denominate nella valuta emessa. Noi abbiamo la BCE, che in questo momento lo sta facendo ma che potrebbe in ogni momento ritirarsi semplicemente decidendolo all’interno del board (come accaduto alla Grecia che difatti è citata ad esempio).


Il Profesor, invece, ha fatto una scommessa molto rischiosa ma evidentemente conosceva molto bene i suoi polli a Bruxelles! Inoltre, sapeva benissimo che rubando l’oro di Spagna ma poi riuscendo a calmare l’irrazionalità dei mercati restituendo dell’oro finto, non avrebbe arrecato alcun danno al popolo di Spagna.


EL PROFESOR 1 – ESTABLISHMENT SPAGNOLO 0

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